mercoledì, 31 maggio 2006, ore 22:07

Un altro mare

Per 5 anni questa nostra giovane nave

Ci ha spinti a salpare le onde di un ignoto mare,

Certi solo del  giorno in cui la corrente ci spinse lontano,

In cui rimandammo le risposte al dì del nostro approdo.

Non sempre ci furono amici i figli di Eòlo,

Né mai ci arrendemmo ai cambi di ciurma,

Alla violenza del tuono e all’alzarsi della marea,

Nemmeno quando cademmo, stremati dalla bonaccia:

Sempre avanti, uniti nella forza, nella forza uniti.

Eppure è ormai vicina l’alba del nostro arrivo,

E già l’oceano lascia il posto alla sinuosa costa

E già sferraglia l’ancora arrugginita

Che presto tornerà al suo triste dovere,

E con lei ad ognuno sovviene forse il fine e il senso

Di questo lungo viaggio senza meta.

Assaporiamo adesso il flebile suono delle onde,

Facciamo nostro questo lontano coro di gabbiani:

Brevissima ed eterna sarà la pace che oggi ci avvolge.

E’ giunta infatti l’ora  in cui spetterà

A voi di ritornare, a noi di andare;

Ognuno con la mente a rimpiangere le spalle,

Ma il vento a prua ad asciugar le lacrime dagli occhi,

Con lo sguardo fisso dietro e oltre il tramonto,

Ognuno nuovamente solo, ancora una volta

All’eterna ricerca di  un altro porto, un altro sole,

Un altro mare.

 

Da Enrico alla Ciurma (ufficiali e marinai)

BD370 - Sfida


 

 

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categoria : poesie
martedì, 30 maggio 2006, ore 13:06

Disillusioni
BD370 - SfidaBerlusconi aveva rotto per due settimane: <<Queste amministrative saranno un referendum sul governo Prodi>>. Fortunatamente tutti hanno smesso di stare a sentire i suoi deliranti discorsi senza senso (come giudichi un governo che non ha ancora lavorato...) ed è andata a votare con il cervello. Io credo ancora che la gente non sia così stupida. Le amministrative non hanno deciso chi doveva governare il paese, ma chi era più idoneo, chi offrisse più garanzie nell'amministrazione della propria provincia o città. Ha vinto la meritocrazia. Inutile dire che "le grandi sono andate all'Unione" mentre la Cdl "ha mantenuto Sicilai e Milano". Non ha senso. Ha vinto il candidato migliore. La Iervolino, per quanto si dica, ha lavorato molto e bene per Napoli, e nessuno ha voluto dare fiducia ad un Malvano (chi lass a via vecch pa via nov, sap chell ca perd e nu ssap chell ca trov); Veltroni è uno dei migliori sindaci italiani e la maggior parte dei romani, contenti del suo operato, l'ha confermato nonostante Alemanno fosse un ottimo rivale e persona in gamba. Allo stesso modo la Sicilia ha confermato Cuffaro, che va detto ha lavorato molto per la sua regione. Ha vinto il buon senso della gente, che ha messo nelle mani più competenti la propria quotidianità.

Adesso il Berlusca rinvia il giudizio al referendum sulla Devolution (sebbene anche a destra sanno che sarà un fiasco). Qui si vede cosa succede quando uno che non fa politica, parla di politica. Un referendum non può avere valore politico (sebbene ne ha una sfumatura). Il referendum porta un intera nazione a confrontarsi su una questione, in modo indipendente dal pensiero di un partito (ricordiamo Fini sul referendum per la fecondazione assistita e il dissenso che provocò dentro AN). Anche quello sarà un giudizio che punta sul buon senso delle persone, e non sulla tessera elettorale.

Tra l'altro un dato è evidente: l'affluenza è stata poca e ha penalizzato moltissimo la destra. Ma è sempre stato così: quando si tratta di difendere i propri interessi, il popolo di sinistra ha sempre sentito forte il valore del voto, della manifestazione in piazza e della propaganda. In un certo senso, noi a sinistra siamo più sensibili alle "chiamate alle armi".
Berlusconi dovrà fare un po' di calcoli prima di dire "scenderemo in piazza": potrebbe girarsi e notare di essere solo.
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categoria : politica
giovedì, 25 maggio 2006, ore 21:56

Un'opposizione intelligente

BD370 - Sfida"Non dialogheremo mai con una sinistra che parla solo russo"
                                                                                 Roberto Calderoli











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categoria : politica
mercoledì, 24 maggio 2006, ore 17:09

Lacrime e Sangue
BD370 - SfidaL'Economia piange quanto il portafoglio degli Italiani. Il nuovo governo si trova ad affrontare come impegno prioritario quello di risollevare uno dei paesi che ha fatto grande l'Europa, ma che di questo passo si ritroverà a pesare economicamente quanto Grecia e Portogallo (un paese che campa di turismo e templi il primo, il secondo un paese che campa su pellegrinaggi a Fatima e pastorizia il secondo). Le cose devono cambiare, ma per cambiare c'è bisogno di sacrificio
Quando La Germania di Hitler nel 1940 arrivò a conquistare tutta l'Europa, gli Inglesi sentirono imminente la minaccia di un invasione. Mentre il nostro Mussolini faceva i suoi discorsi patetici del tipo "schiaccieremo chiunque si opporrà al nostro glorioso esercito (se se...)" Winston Churchill evitava di fare passi più lunghi della propria gamba: alla sua nazione non vendeva fumo, chiedeva lacrime e sangue, e il sacrificio di una nazione per la sopravvivenza.

So che il paragone non regge, non siamo in tempi i guerra, ma qui ci giochiamo la nostra sopravvivenza come potenza economica. Non c'è bisogno ovviamente di sacrifici umani, ma l'impegno di tutti. Purtroppo nessuno vuole rinunciare a quel che ha oggi, senza rendersi conto che sta creando i presupposti per lasciare la generazione futura (e i propri figli) peggio di come erano cresciuti. Non ne capisco chissà quanto di economia, ma la soluzione è chiara: riforme, riforme concrete e soprattutto lungimiranti.
Bisogna cambiare le cose, ma per farlo servono i soldi. E uno stato i soldi li prende in due modi: tassando i cittadini (e per molti significherebbe non arrivare a fine mese) o tagliando i servizi (in paesi in cui i servizi sono minimi, significa stroncarli). Quando sento parlare a destra e sinistra di riforme che migliorino la situazione senza toccare tasse o servizi, capisco che le cose, purtroppo, non saranno poi così diverse...
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categoria : politica
mercoledì, 17 maggio 2006, ore 23:05

La squadra
I disfattisti e le cassandre della destra hanno spalato quintali di letame sul successo elettorale (seppure risicato) dell'Unione. Tutti gli esponenti hanno scommesso nell'impossibilità della creazione di un governo, nell'instabile varietà di una coalizione troppo eterogenea. Oggi c'è poco spazio per far parlare le "cicciuettole" di centro-destra: è bastato solo un giorno e il governo Prodi è bello e fatto.
Tutti hanno messo da parte le loro ambizioni, accettato anche poltrone inferiori alle aspettative e mangiato la foglia, con il solo intento di cominciare a cambiare questo paese. Nessun appoggio esterno, nessuna voce fuori dal coro. Oggi l'Italia ha un nuovo governo che dimostrerà la stabilità e l'impegno che ha preso con gli italiani. Entro stasera anche i viceministri saranno messi a posto, e per domani il governo potrà anche chiedere la fiducia.
Un lavoro così difficile è stato risolto in pochissimo tempo dalle abili mani diplomatiche del Prodi contenta tutti...Adesso che il governo è fatto, cominciamo a cambiare un po' questo paese!

Ecco la squadra:

Ministri
Romano Prodi Romano Prodi
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Massimo D'Alema Massimo D'Alema
VICEPREMIER E ESTERI
Francesco Rutelli Francesco Rutelli
VICEPREMIER E BENI CULTURALI
Enrico Letta Enrico Letta
SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
Enrico Micheli Enrico Micheli
SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
Giuliano Amato Giuliano Amato
INTERNO
Clemente Mastella Clemente Mastella
GIUSTIZIA
Arturo Parisi Arturo Parisi
DIFESA
Tommaso Padoa Schioppa Tommaso Padoa Schioppa
ECONOMIA
Pier Luigi Bersani Pier Luigi Bersani
SVILUPPO ECONOMICO
Antonio Di Pietro Antonio Di Pietro
INFRASTRUTTURE
Alessandro Bianchi Alessandro Bianchi
TRASPORTI
Paolo De Castro Paolo De Castro
POLITICHE AGRICOLE
Cesare Damiano Cesare Damiano
LAVORO E PREVIDENZA
Paolo Gentiloni Paolo Gentiloni
COMUNICAZIONI
Livia Turco Livia Turco
SALUTE
Giuseppe Fioroni Giuseppe Fioroni
ISTRUZIONE
Fabio Mussi Fabio Mussi
UNIVERSITA' E RICERCA
Paolo Ferrero Paolo Ferrero
AFFARI SOCIALI E SOLIDARIETA'
Alfonso Pecoraro Scanio Alfonso Pecoraro Scanio
AMBIENTE
Ministri senza portafoglio
Barbara Pollastrini Barbara Pollastrini
PARI OPPORTUNITA'
Giovanna Melandri Giovanna Melandri
POLITICHE GIOVANILI
Rosy Bindi Rosy Bindi
FAMIGLIA
Vannino Chiti Vannino Chiti
RAPPORTI CON IL PARLAMENTO
Giulio Santagata Giulio Santagata
ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA
Linda Lanzillotta Linda Lanzillotta
AFFARI REGIONALI
Luigi Nicolais Luigi Nicolais
FUNZIONE PUBBLICA
Emma Bonino Emma Bonino
POLITICHE COMUNITARIE
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categoria : politica
lunedì, 15 maggio 2006, ore 14:00

Questo paese di santi, poeti e truffatori
coturnix_coturnixChe delusione, Italia! Ovunque il nostro paese ha messo le mani, ha sempre sporcato di "macchiette". Non bastava la corruzione della politica, anche nello sport dovevamo dare un po' della nostra italianità.
Erano anni che quando vedevo vincere una partita della juventus in modo "fortunoso" dicevo per scherzare: <<Vi siete comprati la partita>>. Non pensavo di dire una verità...in fondo pensavo che il calcio andava così, che qualche volta l'arbitro può sbagliare, e che non era possibile che si riuscissero a comprare delle partite senza che gli altri club protestassero...Che granchio!
Oggi sento parlare di sistema Moggi, di sequestri di arbitri, mazzette, telefonate, imbrogli, truffe alle scommesse...Dove siamo arrivati?
Ovviamente l'italiano è pronto a scandalizzarsi appena qualcosa che è già nota esplode sui giornali. Su Repubblica di ieri leggevo una colonna intera di dichiarazioni fatte da allenatori e calciatori datate 2002 in cui parlavano di imbrogli, di associazioni come la GEA che influivano pesantemente su tutto il campionato e via dicendo...Dal 2002 sono passati 4 anni e tre campionati: perchè ci scandalizziamo solo ora?
Mi chiedo poi cosa abbiano da festeggiare i tifosi juventini. Hanno vinto grazie ad un arbitraggio sempre a loro favore, forse alla loro insaputa. C'è poco da essere contenti. In questa Italia da Seconda Repubblica è arrivato il momento di creare un Secondo Campionato, depurato da tutte queste indecenze.  Il che significa piazza pulita. Certo, Moggi sembra essere responsabile di tutto, ma sono sicuro che presto farà molti nomi e con sè trascinerà nell'oblio tantissimi dirigenti...Su 20 squadre, ne usciranno pulite 3 o 4.
La retrocessione della Juve, indipendentemente da una mera soddisfazione personale, sembra la cosa più giusta da fare, ma sono sicuro che non si arriverà a tanto: ultimamente il nostro sistema giudiziario non sta mai dalla parte lesa, se essa è più debole.
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categoria : pensieri, vita
martedì, 09 maggio 2006, ore 22:00

Home Bitter Home

coturnix_coturnixEccomi qua, di nuovo in campo! Sono tornato decisamente potenziato dal mio bel viaggetto europeo, e sono sicuramente puro dai veleni elettorali e prontissimo per ricominciare ad avvelenarmi!
Che ci volete fare, chi si appassiona di politica e chi cerca di cambiare le cose ha la bile sempre in produzione...Fa parte del mestiere!

Ne sono successe di cose in questi giorni. Bertinotti alla Camera si sapeva, Marini lo si sperava e ce l'ha fatta anche lui (e meno male, altrimenti tornavo a Praga se vedevo Andreotti seduto sullo scranno di Palazzo Madama stile Tutankhamon).
Domani toccherebbe a Napolitano. Una burocràzia (alla Moretti) elettorale così lunga davvero non ci vuole vista la situazione che attraversa il nostro paese...Si cerca sempre di rimandare gli accordi piuttosto che velocizzare la formazione di un governo che, ormai, è legittimo. La Cdl cerca una colla forzata, la Lega non ci sta. Gianni Letta non convince nemmeno loro, con 80 voti in meno di quanti avrebbe dovuto. Napolitano è il diessino che sostituisce D'Alema, di certo sarà un buon presidente della Repubblica... A meno che D'Alemino non si renda conto che, a questo punto in cui il centrodestra non riconosce Napolitano come presidente, potrebbe benissimo prendere il suo posto. Con Napolitano si sperava in un rimpiazzo gradito, e si è sbagliato. A questo punto, visto che la politica del centro destra è stata quella di lasciar decidere all'Unione il candidato, delegittimando tutti quelli che l'unione presentasse, torna di nuovo uno spiraglio per il Presidente dei DS.

Sinceramente, spero che non avvenga. Non tanto per D'Alema come persona, ma per la carica istituzionale che dovrebbe ricoprire. Il Presidente della Repubblica deve garantire che si proceda secondo la carta costituzionale scritta 58 anni fa, un garante super partes esente da faziosità troppo eclatanti...D'Alema non sarebbe in grado di mantenere tali caratteristiche, anche perchè esce da una campagna elettorale massacrante in cui troppe volte ha marcato le sue convinzioni, e non può rinnegarle facendo da arbitro.
Facciamo le cose in fretta, è ora di lavorare.

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categoria : politica