venerdì, 09 giugno 2006, ore 17:05

Perchè questa guerra è un fallimento
Quoto una mia risposta ad un thread precedente che mi sembrava giusto riportare in primo piano:

"Il concetto mio per cui sono contro questa guerra è su una base molto razionale.
L'umanità ha fatto delle conquiste, le ha pagate con il sangue. Se oggi abbiamo dei diritti che ci possono sembrare naturali, ma che non lo sono mai stati, è stato perchè si è combattuto contro chi volesse mettere le catene all'istinto realmente umano. Ancora oggi sicombatte contro questi incatenatori, che sono forti come ieri, ma anche battibili come ieri.

La democrazia è stata un qualcosa che ci siamo sudati, dopo millenni di tirannie. Noi abbiamo sentito che qualcosa non andava e ci siamo ribellati. Lo fecero gli americani, i francesi, chi in modo violento chi in modo naturale, chi prima chi dopo.

In Iraq dovevamo dare il tempo che il popolo prendesse coscienza della parola democrazia, la assaggiasse e la desiderasse. Allora da soli si sarebbero ribellati e avrebbero scelto LORO e non noi quale forma di governo fosse più consona.

Perchè ora che gli abbiamo imposto la democrazia con le armi, non solo gli abbiamo dato un colore diverso, ma gliel'abbiamo anche resa sgradita, violenta e soprattutto estranea. E per un popolo un qualcosa deciso da estranei, sarà sempre un nemico.

La guerra era per il petrolio, sfido chiunque a dire il contrario. Come effetto collaterale avrebbe portato la democrazia in iraq, e quella che era una conseguenza di questa guerra è diventata la causa da dire alla gente (sempre per quel discorso per cui oggi chi vuol far guerra deve anche dare un motivo...Non basta che sia valido, basta che ci sia). Solo che la democrazia non la puoi vendere come un prodotto (gli americani la pensano così oggi perchè loro coi soldi comprano tutto, ma non la pensavano così 300 anni fa quando combatterono per liberarsi dall'egemonia inglese!), semplicemente perchè la democrazia non è un qualcosa che si può impacchettare, ma va costruita mattone dopo mattone, e apprezzata nel suo sviluppo.

Altrimenti (e vedrete che sarò profetico) non passeranno più di 10 anni prima che qualche fondamentalista del cazzo costruisca un altro IRAN."
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categoria : politica
giovedì, 08 giugno 2006, ore 16:34

Io ti sento viva

Non perché fu sotto un cielo di ombre

Che mutammo i nostri silenzi in passione,

né perché fu sotto le carezze del vento

che i nostri sguardi sfavillarono luci.

Io ti sento viva

Quando la notte piange la terra,

perché solo allora confondo lacrime e pioggia

e mi sovviene il peso della mia amara scelta,

quando per  paura di cozzar gli scogli del passato

mi spinsi a fluttuare nomade tra queste onde

sempre più solo, sempre più al largo.

                                                                                   Rike


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categoria : poesie
martedì, 06 giugno 2006, ore 20:22

La vecchia menzogna

BD370 - Sfida

Piegati in due, come vecchi straccioni, sacco in spalla,

le ginocchia ricurve, tossendo come megere, imprecavamo nel fango,

finché volgemmo le spalle all'ossessivo bagliore delle esplosioni

e verso il nostro lontano riposo cominciammo ad arrancare.

Gli uomini marciavano addormentati. Molti, persi gli stivali,

procedevano claudicanti, calzati di sangue. Tutti finirono

azzoppati; tutti

orbi;

ubriachi di stanchezza; sordi persino al sibilo

di stanche granate che cadevano lontane indietro.

Il GAS! IL GAS! Svelti ragazzi! - Come in estasi annasparono,

infilandosi appena in tempo i goffi elmetti;

ma ci fu uno che continuava a gridare e a inciampare

dimenandosi come in mezzo alle fiamme o alla calce...

Confusamente, attraverso l'oblò di vetro appannato e la densa luce verdastra

come in un mare verde, lo vidi annegare.

In tutti i miei sogni, davanti ai miei occhi smarriti,

si tuffa verso di me, cola giù, soffoca, annega.

Se in qualche orribile sogno anche tu potessi metterti al passo

dietro il furgone in cui lo scaraventammo,

e guardare i bianchi occhi contorcersi sul suo volto,

il suo volto a penzoloni, come un demonio sazio di peccato;

se solo potessi sentire il sangue, ad ogni sobbalzo,

fuoriuscire gorgogliante dai polmoni guasti di bava,

osceni come il cancro, amari come il rigurgito

di disgustose, incurabili piaghe su lingue innocenti -

amico mio, non ripeteresti con tanto compiaciuto fervore

a fanciulli ansiosi di farsi raccontare gesta disperate,

la vecchia Menzogna: Dulce et decorum est

Pro patria mori.

 

Wilfred Owen - Dulce Et Decorum Est











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categoria : poesie, politica