Il secondo punto pro-life di Giuliano Ferrara entra nel pieno della questione:
Come promesso parte oggi la campagna "Contra Ferraram", con l'obiettivo di criticare e distruggere il programma "pro-life" che Giuliano Ferrara, col beneplacito della CEI, vorrebbe imporre al nostro paese in un momento di sua debolezza, in un momento in cui la crisi salariale è la priorità e in cui discussioni su temi così delicati potrebbero essere prese in modo superficiale, sull'onda di emotive e demagogiche prese di posizione. E' in questi momenti che la nostra coscienza civile ribolle e ci muove a difendere le conquiste dei nostri predecessori, affinchè le loro lotte non vengano cancellate dal maniaco di turno. Nel nostro piccolo, ci proviamo.
Agli albori di questa Repubblica la Galbani fece un bel formaggio rotondeggiante della famiglia degli Asiago, così buono che non sapendo come chiamarlo volle tributarlo al nostro stivale, che nel frattempo era davvero il paese più bello del mondo.
Di anni ne sono passati ed oggi il formaggio Bel Paese è forse meno buono e un po' più industriale; il nostro paese, invece, di bello non ha più nemmeno la mozzarella di bufala.
In tutta Europa nessun paese ha messo in discussione un tema delicatissimo quale quello dell'aborto, avendo tali paesi (moderni, non futuristici) risolto la questione, in modo più o meno incisivo: sì all'aborto, nei limiti consentiti dalla legge.
Oggi in Italia il tema abortista è invece di grande attualità, specie grazie ad individui di dubbia coerenza politica che mossi da rimorsi di coscienza per scellerate gesta del passato vorrebbero cancellare la storia italiana dagli anni 70 ad oggi.
Parlo ovviamente di Giuliano Ferrara, la cosa più abominevole che sia uscita fuori da una vagina dai tempi del mesozoico. Giuliano Ferrara è un comunista che ha lottato per l'emancipazione dell'uomo ed oggi lotta invece per la sua manomissione; dopo aver rinnegato papi e capitalisti ha deciso di diventare Berlusconiano nonché un “devoto ateo” mostrando segni di squilibrio mentale e di crisi d'identità, piuttosto che spessore intellettuale (e sullo spessore avrei molto da dire).
Giuliano Ferrara è anche direttore di un giornale che leggono un centinaio di persone in tutta Italia, “il foglio”, uno di quei quotidiani pagati dai contributi dei cittadini ed utilissimo per coprire i finestrini della vostra auto quando dovete imboscarvi con le vostre ragazze. Daniele Luttazzi ha definito come “Giulianone” quella chiazza di sperma e merda che rimane sul materasso dopo un rapporto anale...Beh, ammetto che questa fa schifo, ma non è mia ed è doveroso riportarla.
Introdotto il personaggio, introduciamo le sue riflessioni antistoriche ed antitetiche. In realtà non le abbiamo capite bene ed ho un po' difficoltà a fare un'analisi seria come piace farle a me...Giuliano Ferrara non è contro la 194 ma contro l'aborto (sic!); vuole che la 194 venga applicata per bene (e qui nulla da dire, ma lo è già); vuole che le donne abbiano libertà di scelta e che intraprendano una maternità consapevole, ma dice anche che non si deve abortire (e tra IO POSSO e IO DEVO c'è un oceano).
Il suo programma è fatto di 12 punti fondamentali che potrete trovare a questo indirizzo: http://www.sorelleditalia.net/2008/02/24/il-programma-serio-della-lista-pro-life/
Ho intenzione di analizzare punto per punto il programma del Giulianone nazionale, ma questo prenderebbe pagine e pagine nonché scoccerebbe senz'altro il lettore...E voilà! A disposizione della nazione, mi impegno ogni giorno ad analizzare puntigliosamente ogni singolo punto del programma di Giuliano Ferrara Pro Life per smascherare il farabutto; come un Demostene attaccherò con le mie filippiche il barbuto panzone, dimostrando l'ipocrisia e l'assurdità del suo operato.
Non possiamo stare zitti contro questa gente che da buoni consigli sentendosi come gesù nel tempio, gente che da buoni consigli non potendo più dare il cattivo esempio!
Stay tuned!
"Essere messo in discussione per l'età o per il numero di legislature mi offende... Ritenevo, ma evidentemente sbagliavo, di essere fuori da queste considerazioni, da questi meccanismi automatici. Ripeto: mi offenderebbe".
Queste le ultime parole di Ciriaco De Mita, prima di essere sbattuto fuori dalle liste del Partito Democratico.
La parola d'ordine di Walter V è cambiamento. Su questo diamo atto che è stato coerente, eliminando dalle liste un bel po' di vecchi bacucchi che non hanno ancora voglia di godersi la proficua pensione parlamentare (il che dimostra ancora una volta quanto sia imbecille il nostro parlamento... o forse non è imbecillità ma mera ingordigia).
Sinceramente, non se ne può più. Vogliamo facce nuove, certo non degli idioti né tantomeno i figli di quelli di prima (Colaninno è un figlio di papà, non dimentichiamolo). Qualcuno ha avuto l'onore di farsi da parte e di lasciare l'Italia agli altri (Prodi, Visco, Amato); qualcun'altro invece ritiene ancora di essere INDISPENSABILE (sic!) e non voglio fare nomi...Berlusconi! (Ecco ho fatto nomi. Adesso mi querela).
Ma torniamo al nostro Ciriaco De Mita e alla sua indignazione. Ma indignati dobbiamo essere noi, caro Ciriaco, che ormai sul tuo scranno parlamentare hai fatto un solco della forma del tuo deretano!
Basta infatti spulciare un po' la biografia dell'ormai 80enne Ciriaco per notare con sommo sbigottimento che è seduto al parlamento dal 1963! Una carriera brillante che sicuramente non possiamo sminuire: Deputato DC, nominato segretario del partito nel 1983, Presidente del Consiglio nel 1988, fino alla funesta era di tangentopoli, dalla quale ne esce indenne. Sarà uno degli esponenti di punta della Margherita e dell'Ulivo, e come se non bastasse uno dei promotori del PD, al punto da essere nominato nella costituente...Costituente che aveva previsto un massimo di tre legislature: quoque tu brute, fili mi ignote!!
Proprio per questo motivo il vecchio Ciriaco è stato messo da parte: lui le legislature italiane dal 1963 se le è fatte TUTTE! Forse le colleziona.
Ma Ciriaco non ci sta e protesta: lui all'ospizio non ci vuole proprio andare! E tra l'altro il vecchio Ciriaco fa paura: un buon 60% della provincia avellinese (lui è di Nusco) è dalla sua parte e sposterebbe volentieri il proprio voto ovunque lui vada (dicono che abbia fatto molto per l'irpinia...probabile che abbia dato un impiego pubblico a molta gente).
Leggessero un po' di Seneca, questi politici nostri che si sentono sempre giovani e credono di avere sempre la soluzione per il paese. Una soluzione che ogni volta non viene mai applicata.

Sono stato in religioso silenzio durante queste consultazioni. Non avevo voglia di esprimermi, in fondo sapevo già che il compito di Marini era fallimentare: Berlusconi è una volpe, sa che prima si va al voto, prima potrà sfruttare l'effetto incazzatura dell'elettorato medio-basso non schierato che vota d'istinto e non per presa posizione ideologica (per quanto ancora esistano valori ideologici in cui credere). Si andrà quindi alle elezioni. Minchia, sarà la seconda volta che voto alle politiche e sono già demoralizzato.
Io ho un sogno: 50% di schede bianche. Non starò certo a casa il giorno delle elezioni, non voglio entrare nel numero statistico di quelli che se ne sono fregati. Voglio entrare con 15milioni di italiani nell'elenco di quelli che la mattina di buon ora si sono alzati presto, si sono recati presso la loro sede elettorale e con grande soddisfazione e sornione sorriso sulle labbra abbiano imbucato la propria scheda direttamente nello scatolone...Giusto il tempo di girare dietro all'urna e via, scheda in buca...
Una scheda bianca per dire che crediamo ancora in una politica, ma non in questa. Che crediamo in un Italia che sia europea e non africana, un Italia dove nei concorsi pubblici prevalga la meritocrazia e non il clientelismo, un Italia che getta la spazzatura nei cassonetti e non i cassonetti nella spazzatura, un Italia che affronti i problemi e non li rimandi di decenni, un Italia giovane di giovani e non l'Italia dei senatori bigotti e che non sanno nemmeno aprire un email!! Una scheda bianca per dire che noi ci crediamo ancora, ma che non crediamo più a questi pagliacci. Si facciano gentilmente da parte, grazie: noi abbiamo sopportato abbastanza.
Credete sia fattibile? Penso che invece votare scheda bianca, per quanto possa stuzzicarmi tremendamente, significa anche dare la vittoria a Berlusconi e tutta la ciurma delle libertà.
Tremenda scelta ci aspetta: sembra che noi italiani siamo sempre condannati a votare il male minore e mai il bene maggiore...