giovedì, 28 febbraio 2008, ore 16:30

Contra Ferraram, giorno secondo.

Il campione    Il secondo punto pro-life di Giuliano Ferrara entra nel pieno della questione:

2. Vietare per decreto legge l’introduzione in Italia della pillola abortiva Ru486 e simili veleni capaci di reintrodurre la convenzione dell’aborto solitario e clandestino contro lo spirito e la lettera della legge 194 di tutela sociale della maternità.

    Questo punto ferrariano è uno di quei classici attacchi alla scienza che la Chiesa e i suoi fedelissimi portano avanti da almeno 1300 anni.
L'aborto, nei limiti previsti dalla legge 194, è legale e tollerato ormai ob torto collo anche dal Vaticano. A noi interessa il fine, non il mezzo. La pillola abortiva Ru486 non è altro che un mezzo per raggiungere un fine lecito, fine che è pienamente legittimato e non affatto in contrasto con lo spirito della 194.
    Abortire non è togliersi un dente cariato. L'operazione di interruzione di gravidanza è infatti piuttosto violenta, invasiva. Il metodo più usato è quello "karman", descritto così da una donna che l'ha subito:

"Hanno inserito uno speculum, per vedere l'ingresso dell'utero, che si trova un po' in fondo, hanno allargato l'ingresso dell'utero, che normalmente è grande pochi millimetri, o anche meno, con una serie di bastoncini (dilatatori di Hegar) di misura sempre più grande, fino a quasi un centimetro. Poi sono entrati con una cannuccia vuota grande come l'ultimo bastoncino (cannula di Karman) e collegandolo a un apparecchio che fa il vuoto, hanno aspirato il contenuto dell'utero. Con cannule più piccole hanno controllato che non ci fossero residui e, (a volte si fa, non so se questo è il tuo caso) alla fine sono entrati con un cucchiaino di metallo di pochi millimetri con il quale sono passati, senza vedere, ma sentendo il rumore, sulle pareti dell'utero per accertarsi che fosse ben pulito."

Non una passeggiata, insomma. La pillola Ru486 raggiunge il medesimo risultato di questo intervento, ma senza operazione chirurgica, senza dolore.
    Chi contrasta la Ru486 si nasconde dietro false ipocrisie. Si teme infatti l'aborto clandestino, ma ciò non è assolutamente vero, o meglio evitabile con una normale proceduralizzazione, imposta per via legislativa, della somministrazione di Ru486.
    Io non sono certo un medico né un esperto del settore, ma sicuramente una pillola del genere non verrebbe venduta al supermercato ma solo previa certificazione medica, così come avviene per la maggior parte dei farmaci. Si potrebbe imporre magari una procedura più garantista per la quale non basterebbe una semplice certificazione del medico di famiglia, bensì una autorizzazione da parte di apposite commissioni costituite presso gli enti ospedalieri, o semplicemente inserire un numero di cause tassative per le quali è legittimo rilasciare tali pillolle abortive, con sanzione penale in caso di infrazione. O potremo semplicemente estendere la stessa procedura (già garantista) prevista nel caso in cui si voglia procedere ad un'interruzione di gravidanza tramite metodo chirurgico.

     La cosa che preoccupa è l'accanimento contro tale pillola da parte di questi invasati del terzo millennio, o meglio le reali intenzioni per le quali essa è osteggiata: il dolore.
La paura dell'intervento e del dolore è infatti un grande deterrente all'aborto. Molta gente infatti desiste dall'intento abortivo semplicemente quando viene a conoscenza delle modalità in cui questo si svolgerà. E sono anche convinto che questi nuovi crociati ci godano anche un po' a veder soffrire chi ha fatto una scelta del genere...Il cinismo della Chiesa su queste questioni è risaputo: negare i funerali a Piergiorgio Welby è stata la più grande carognata dai tempi del collaborazionismo coi Nazisti.
    Ma d'altronde siamo abituati. La Chiesa non cambia da millenni. In piena età vittoriana il ginecologo inglese James Young Simpson per la prima volta applicò l'anestesia al parto delle donne, onde sollevarle dal dolore. I puritani e i tradizionalisti della destra Whig si accanirono contro di lui citando i passi della Bibbia in cui Dio annuncia ad Eva che avrebbe partorito con dolore, e Young fu quasi sull'orlo del suicidio finchè...Finchè la regina Vittoria non chiese al ginecologo di provare su ella stessa tale anestesia. La regina madre giustificò l'operato citando sempre la Bibbia: "Prima di togliere la costola ad Adamo, Dio lo fece cadere in un sonno profondo".
    Così siamo a posto, dottore.
martedì, 26 febbraio 2008, ore 14:30

Contra ferraram, giorno primo
Il campione    Come promesso parte oggi la campagna "Contra Ferraram", con l'obiettivo di criticare e distruggere il programma "pro-life" che Giuliano Ferrara, col beneplacito della CEI, vorrebbe imporre al nostro paese in un momento di sua debolezza, in un momento in cui la crisi salariale è la priorità e in cui discussioni su temi così delicati potrebbero essere prese in modo superficiale, sull'onda di emotive e demagogiche prese di posizione. E' in questi momenti che la nostra coscienza civile ribolle e ci muove a difendere le conquiste dei nostri predecessori, affinchè le loro lotte non vengano cancellate dal maniaco di turno. Nel nostro piccolo, ci proviamo.

    Il primo punto del programma PRO LIFE di Ferrara è il seguente:

1. Promuovere legislativamente il dovere di seppellire tutti i bambini abortiti nel territorio nazionale, in qualunque fase della gestazione e per qualunque motivo. Le spese sono a carico del pubblico erario.

    Aprire un programma pro life in questo modo lancia sicuramente un messaggio di pietà, un messaggio che smuove le nostre coscienze. Ti aspetti di leggere un programma politico ed invece ti ritrovi un messaggio del genere. Subito ti salta in mente l'immagine di un bambino morto, o magari di un feto, abbandonato in un cassonetto dei rifiuti, in una strada di campagna. Il tuo primo istinto è di dire: ha ragione, è una vergogna che accadano queste cose. Bravo Ferrara.
    Ma questa è un'analisi critica e non istintiva. Basta pensarci su più a freddo per dire: ma che cazzata di proposta politica è mai questa!

Ora, partiamo dal presupposto che il culto dei morti nel nostro paese è sicuramente molto radicato nella nostra mentalità, una tradizione che trova radici più nella cultura romana che non in quella cristiana. Un bel funerale, insomma, nel nostro paese non lo si nega a nessuno, e non è un male questo.
Non mi sembra che nel nostro paese ci sia quindi questa emergenza legislativa tale da dover obbligare i genitori a seppellire i loro figli abortiti...Ferrara sembra parlare di un tema così delicato come se ne avesse letto la storia su TOPOLINO! Cristo Santo, c'è gente che quando abortisce rimane traumatizzata anche per anni al punto da non provarci nemmeno a ritentare una maternità, non è che quando si va ad abortire si va al cinema!
    Tra l'altro, è ormai una radicata prassi sociale che anche i bimbi abortiti vengano sepolti in terra consacrata. Chiunque ha avuto conoscenti che purtroppo abbian vissuto la tragedia dell'aborto sa che è così, proprio in virtù di quel culto dei morti così forte nella nostra mentalità. Un culto che tra l'altro trova già la sua tutela legislativa: il principio della sacralità dei defunti, del resto, è rinvenibile anche nel codice penale, dove al capo II del titolo IV sono previsti e puniti "i delitti contro la pietà dei defunti".
      Senza contare che secondo Ferrara questi funerali ai bimbi abortiti dovrebbero essere a carico dello Stato: una manna per le pompe funebri, praticamente! Sinceramente, in un momento in cui si cerca di inculcare la giusta ricetta economica di uno stato che risparmi sugli sprechi e che si occupi solo dei servizi pubblici essenziali, questa dei funerali pagati dallo Stato la si poteva risparmiare...
    Insomma, Ferrara non comincia proprio bene questo programma pro-life. Il suo primo punto è infatti una semplice demagogia volta a smuovere le coscienze e ad approcciare la lettura dei suoi altri 11 punti con un velo di tristezza sul volto.
Voto 10 per il tentativo di marketing e 0 per i contenuti.
    A domani per il secondo giorno.



lunedì, 25 febbraio 2008, ore 15:59

Bel Paese

   

Il campioneAgli albori di questa Repubblica la Galbani fece un bel formaggio rotondeggiante della famiglia degli Asiago, così buono che non sapendo come chiamarlo volle tributarlo al nostro stivale, che nel frattempo era davvero il paese più bello del mondo.
    Di anni ne sono passati ed oggi il formaggio Bel Paese è forse meno buono e un po' più industriale; il nostro paese, invece, di bello non ha più nemmeno la mozzarella di bufala.
    In tutta Europa nessun paese ha messo in discussione un tema delicatissimo quale quello dell'aborto, avendo tali paesi (moderni, non futuristici) risolto la questione, in
modo più o meno incisivo: sì all'aborto, nei limiti consentiti dalla legge.
    Oggi in Italia il tema abortista è invece di grande attualità, specie grazie ad individui di dubbia coerenza politica che mossi da rimorsi di coscienza per scellerate gesta del passato vorrebbero cancellare la storia italiana dagli anni 70 ad oggi.
    Parlo ovviamente di Giuliano Ferrara, la cosa più abominevole che sia uscita fuori da una vagina dai tempi del mesozoico. Giuliano Ferrara è un comunista che ha lottato per l'emancipazione dell'uomo ed oggi lotta invece per la sua manomissione; dopo aver rinnegato papi e capitalisti ha deciso di diventare Berlusconiano nonché un “devoto ateo” mostrando segni di squilibrio mentale e di crisi d'identità, piuttosto che spessore intellettuale (e sullo spessore avrei molto da dire).
    Giuliano Ferrara è anche direttore di un giornale che leggono un centinaio di persone in tutta Italia, “il foglio”, uno di quei quotidiani pagati dai contributi dei cittadini ed utilissimo per coprire i finestrini della vostra auto quando dovete imboscarvi con le vostre ragazze. Daniele Luttazzi ha definito come “Giulianone” quella chiazza di sperma e merda che rimane sul materasso dopo un rapporto anale...Beh, ammetto che questa fa schifo, ma non è mia ed è doveroso riportarla.
    Introdotto il personaggio, introduciamo le sue riflessioni antistoriche ed antitetiche. In realtà non le abbiamo capite bene ed ho un po' difficoltà a fare un'analisi seria come piace farle a me...Giuliano Ferrara non è contro la 194 ma contro l'aborto (sic!); vuole che la 194 venga applicata per bene (e qui nulla da dire, ma lo è già); vuole che le donne abbiano libertà di scelta e che intraprendano una maternità consapevole, ma dice anche che non si deve abortire (e tra IO POSSO e IO DEVO c'è un oceano).
    Il suo programma è fatto di 12 punti fondamentali che potrete trovare a questo indirizzo:
http://www.sorelleditalia.net/2008/02/24/il-programma-serio-della-lista-pro-life/
    Ho intenzione di analizzare punto per punto il programma del Giulianone nazionale, ma questo prenderebbe pagine e pagine nonché scoccerebbe senz'altro il lettore...E voilà! A disposizione della nazione, mi impegno ogni giorno ad analizzare puntigliosamente ogni singolo punto del programma di Giuliano Ferrara Pro Life per smascherare il farabutto; come un Demostene attaccherò con le mie filippiche il barbuto panzone, dimostrando l'ipocrisia e l'assurdità del suo operato.
Non possiamo stare zitti contro questa gente che da buoni consigli sentendosi come gesù nel tempio, gente che da buoni consigli non potendo più dare il cattivo esempio!

Stay tuned!

giovedì, 21 febbraio 2008, ore 11:22

De virtute senectute

Il campione"Essere messo in discussione per l'età o per il numero di legislature mi offende... Ritenevo, ma evidentemente sbagliavo, di essere fuori da queste considerazioni, da questi meccanismi automatici. Ripeto: mi offenderebbe".

Queste le ultime parole di Ciriaco De Mita, prima di essere sbattuto fuori dalle liste del Partito Democratico.

La parola d'ordine di Walter V è cambiamento. Su questo diamo atto che è stato coerente, eliminando dalle liste un bel po' di vecchi bacucchi che non hanno ancora voglia di godersi la proficua pensione parlamentare (il che dimostra ancora una volta quanto sia imbecille il nostro parlamento... o forse non è imbecillità ma mera ingordigia).

Sinceramente, non se ne può più. Vogliamo facce nuove, certo non degli idioti né tantomeno i figli di quelli di prima (Colaninno è un figlio di papà, non dimentichiamolo). Qualcuno ha avuto l'onore di farsi da parte e di lasciare l'Italia agli altri (Prodi, Visco, Amato); qualcun'altro invece ritiene ancora di essere INDISPENSABILE (sic!) e non voglio fare nomi...Berlusconi! (Ecco ho fatto nomi. Adesso mi querela).

Ma torniamo al nostro Ciriaco De Mita e alla sua indignazione. Ma indignati dobbiamo essere noi, caro Ciriaco, che ormai sul tuo scranno parlamentare hai fatto un solco della forma del tuo deretano!

Basta infatti spulciare un po' la biografia dell'ormai 80enne Ciriaco per notare con sommo sbigottimento che è seduto al parlamento dal 1963! Una carriera brillante che sicuramente non possiamo sminuire: Deputato DC, nominato segretario del partito nel 1983, Presidente del Consiglio nel 1988, fino alla funesta era di tangentopoli, dalla quale ne esce indenne. Sarà uno degli esponenti di punta della Margherita e dell'Ulivo, e come se non bastasse uno dei promotori del PD, al punto da essere nominato nella costituente...Costituente che aveva previsto un massimo di tre legislature: quoque tu brute, fili mi ignote!!

Proprio per questo motivo il vecchio Ciriaco è stato messo da parte: lui le legislature italiane dal 1963 se le è fatte TUTTE! Forse le colleziona.

Ma Ciriaco non ci sta e protesta: lui all'ospizio non ci vuole proprio andare! E tra l'altro il vecchio Ciriaco fa paura: un buon 60% della provincia avellinese (lui è di Nusco) è dalla sua parte e sposterebbe volentieri il proprio voto ovunque lui vada (dicono che abbia fatto molto per l'irpinia...probabile che abbia dato un impiego pubblico a molta gente).

Leggessero un po' di Seneca, questi politici nostri che si sentono sempre giovani e credono di avere sempre la soluzione per il paese. Una soluzione che ogni volta non viene mai applicata.

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categoria : politica
sabato, 16 febbraio 2008, ore 14:07

Veltroni pensaci su
    Il campione
Che errore quello di Walter!
Sono sinceramente dispiaciuto che abbia chiuso le porte al partito radicale,
l'unico partito che in tutto questo casotto in cui si trova il nostro paese non c'entra un beneamato cazzo visto che aveva si e no un pugno di parlamentari e nemmeno un senatore.
    Di Pietro che confluisce nel PD è una buona notizia sicuramente. Forse sono di parte, ma il vecchio Tonino ha le idee chiare e pulite (come le mani), mi sembra l'unico che possa portare in Parlamento la voce del dissenso italiano contro "la casta", quel fenomeno che molti hanno confuso con l'antipolitica ma che in realtà è solo schifo per la degenerazione di una classe politica incapace e clientelare.
    Però Pannella avrebbe dato la marcia in più al PD. Sarà che son paradossale, ma Marco Pannella è attualmente il politico con la testa più giovane di tutto il nostro panorama politico; è l'unico che ha ancora il coraggio di trattare tematiche scomode e di difenderle con il suo solito fare provocatore che tanto mi smuove l'animo...Neppure Giulianone Ferrara ha avuto il coraggio di affrontarlo ad Uno mattina, e ci credo: la vecchia palla di lardo non avrebbe resistito alla virulenta irruenza del gagliardo Pannella.
   I radicali avrebbero dato una marcia in più al programma elettorale (ancora sconosciuto) del PD. Ma i radicali sono anche un partito scomodo, un partito che mal si concilia con l'ala teocon (spero minoritaria) del partito di Veltroni. Qualcuno potrebbe obiettare che sono anche un partito con le idee economiche destrorse, ma ditemi voi cosa c'è di sinistra nel PD, a parte il rosso della lettera D (subito affiancato dal verde tricolore della P, onde evitare fraintendimenti).
    Forse la scelta di Walter è stata semplicemente di coerenza: dopo aver teso la trappola del partito unico a Silvio Berlusconi (che ha abboccato in 5 giorni dopo aver prima detto che non ci sarebbe cascato...sagace!) non poteva più coinvolgere altra gente, anche se magari non è stata messa in discussione una necessaria collaborazione post-elettorale...
Potrà correre da solo quanto vuole, ma al 50% non ci arrivava nemmeno la DC di De Gasperi.


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categoria : politica
martedì, 12 febbraio 2008, ore 22:15

Si vis pacem para porcellum
Vista la drammaticità di questo mese di campagna elettorale, ho deciso di staccare per questa settimana dai toni seri (eh?) dei miei precedenti interventi e ho deciso di prenderla così, sottogamba, così come la prendono anche questi fantocci che vogliono nuovamente abbindolarci con un'altra tornata di pseudoelezioni e di pseudo-sovranità popolare. Per questo ho raccolto un po' di video in giro che comunicano gli slogan fondamentali e i punti salienti del programma dei due grandi gruppi politici del nostro paese! Ecco lo slogan del PD: Si può fare. Complimenti alla fantasia di Walter Veltroni che non ha fatto altro che copiare lo slogan di Barak Obama...Sapevo che il PD si ispirasse al Democratic Party statunitense, ma non sapevo che facesse anche la stessa campagna elettorale. Caro Walter, o ti tingi di nero o diventi donna e piangi davanti ai giornalisti, altrimenti non sei niente di nuovo. Eppure sto slogan io l'ho già visto da qualche parte, in un vecchio film in bianco e nero dove c'era uno scienziato pazzo che portava un cadavere alla vita...Ma si! Eccolo:


Ed ecco invece il programma elettorale del PD:


Ahahah. Grande Ali Walter. Ma adesso passiamo con lo slogan del partito delle libertà, un partito che non ha programma, non ha senso, non ha coesione, tutti si schifano tra loro, ma ha una cosa in comune: la voglia di vincere! Tutto è possibile nel PDL!


Nel PDL hanno le idee un po' confuse. La fretta è cattiva consigliera, e questo ha portato Berlusconi ad esporre il seguente programma elettorale (ma l'ha ritirato e smentito 5 minuti dopo):


D'altronde che cosa potete aspettarvi da Zio Silvio? Forse è meglio darvi una rinfrescata, con tanto di chicca al parlamento europeo:


Giusto per non dimenticare...Il giorno della memoria è anche questo. Gli errori del passato si pagano, ma a noi non ancora hanno dato il resto.
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categoria : politica
lunedì, 11 febbraio 2008, ore 19:08

Forza Presidente
Eh, io l'avevo detto due post fa che c'era da perdere il sonno...Povero giorgino, come dicono qui a napoli: sti politici di niente ti stanno "accirenn a salut".

Buona guarigione :)


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categoria : politica
giovedì, 07 febbraio 2008, ore 12:25

I Have A Dream

Il campione    Sono stato in religioso silenzio durante queste consultazioni. Non avevo voglia di esprimermi, in fondo sapevo già che il compito di Marini era fallimentare: Berlusconi è una volpe, sa che prima si va al voto, prima potrà sfruttare l'effetto incazzatura dell'elettorato medio-basso non schierato che vota d'istinto e non per presa posizione ideologica (per quanto ancora esistano valori ideologici in cui credere). Si andrà quindi alle elezioni. Minchia, sarà la seconda volta che voto alle politiche e sono già demoralizzato.
    Io ho un sogno: 50% di schede bianche. Non starò certo a casa il giorno delle elezioni, non voglio entrare nel numero statistico di quelli che se ne sono fregati. Voglio entrare con 15milioni di italiani nell'elenco di quelli che la mattina di buon ora si sono alzati presto, si sono recati presso la loro sede elettorale e con grande soddisfazione e sornione sorriso sulle labbra abbiano imbucato la propria scheda direttamente nello scatolone...Giusto il tempo di girare dietro all'urna e via, scheda in buca...
    Una scheda bianca per dire che crediamo ancora in una politica, ma non in questa. Che crediamo in un Italia che sia europea e non africana, un Italia dove nei concorsi pubblici prevalga la meritocrazia e non il clientelismo, un Italia che getta la spazzatura nei cassonetti e non i cassonetti nella spazzatura, un Italia che affronti i problemi e non li rimandi di decenni, un Italia giovane di giovani e non l'Italia dei senatori bigotti e che non sanno nemmeno aprire un email!! Una scheda bianca per dire che noi ci crediamo ancora, ma che non crediamo più a questi pagliacci. Si facciano gentilmente da parte, grazie: noi abbiamo sopportato abbastanza.

    Credete sia fattibile? Penso che invece votare scheda bianca, per quanto possa stuzzicarmi tremendamente, significa anche dare la vittoria a Berlusconi e tutta la ciurma delle libertà.
Tremenda scelta ci aspetta: sembra che noi italiani siamo sempre condannati a votare il male minore e mai il bene maggiore...