venerdì, 28 marzo 2008, ore 14:50

Evviva il comunismo e la libertà

Il campioneBei tempi quelli della guerra fredda. Il mondo diviso in due blocchi, USA o URSS. Entrambi abbastanza forti da far saltare l'altro semplicemente premendo un pulsante rosso con la scritta "nucleare". Abbastanza forti da potersi permettere reciprocamente di boicottare le olimpiadi dell'altro senza scatenare una terza guerra mondiale.

Oggi l'URSS non esiste più e gli USA non sono più quelli di una volta...e le olimpiadi si fanno a Pechino.

L'Italia è un bel paese, a parole. La nostra classe politica attualmente dominante ha combattuto il comunismo (PDL) o l'ha rinnegato (PD), ma entrambi sanno bene che con i comunisti si fanno ottimi affari, specialmente quando non fumano il sigaro su delle spiagge assolate ma quando sono un po' più bassini, un po' gialli e con gli occhi a mandorla.

L'Italia è la miglior partner commerciale europea della Cina. Le nostre relazioni internazionali con i Cinesi sono molto più forti di quelle con gli stessi paesi dell'UE. Diciamo pure che ci vogliamo bene con sti cinesi, che poi son dei comunisti strani e di comunismo hanno solo la dittatura ma non il sistema economico che è invece aperto e interessato al libero mercato. Dei furboni, insomma.

E chiamarlo libero mercato cinese è una parola. I Cinesi non puoi batterli, perchè loro da veri comunisti non hanno tutte quelle scocciature dei sindacalisti che vanno in giro a rompere i maroni a chi sfrutta i lavoratori. Loro possono farti lavorare 20 ore al giorno pagandoti il minimo che ti serve per sopravvivere, e sono anche in grado di farti credere che sei fortunato. E facendo guadagnare milioni a chi (come noi) importa i prodotti dalle loro fabbriche pagando quasi più il trasporto su nave che il valore di tutti i container...

A Pechino quest'anno passerà lo spirito olimpico, quello stesso spirito che fermava le guerre nell'antichità e rendeva improvvisamente i riottosi ellenici dei "Greci": la sfida era solo nello stadio e non con armi in mano. Uno spirito che andrà a sostare in un paese dove puoi essere condannato a morte per furto, dove ti oscurano anche i motori di ricerca, dove il dissenso è reato e dove massacrare i monaci buddisti è uno sport nazionale.

Perchè dobbiamo andare a queste olimpiadi? Qualcuno vuole farci credere che lo sport c'entra poco con la politica. Stronzate. Con l'America in recessione, senza Cina noi non andiamo da nessuna parte. Senza Cina forse vivremo eticamente meglio ma con un economia in ginocchio.

Lo sport c'entra eccome con la politica, signori miei. Io non voglio che la fiamma olimpica si sporchi di sangue.

martedì, 15 gennaio 2008, ore 22:21

Governo ladro
Il campioneQuando un paese è in declino molto probabilmente la colpa è della classe politica che la guida.
Una superficiale analisi dei parlamentari e del loro programma di lavoro può far capire molte cose, in particolare come sia possibile che un paese che si siede al tavolo del G8 possa poi trovarsi ad affrontare una situazione da favelas quale quella dei rifiuti in campania.
Ricordate il programma dell'Unione? Quel simpatico volumetto che parlava di tante cose belle quali ritiro dall'Iraq, aumento dei salari, PACS etc.
Beh, son passati due anni e noi ancora siamo in Iraq, i lavoratori hanno lo stesso stipendio e i gay sono ancora scomunicati da Ferrara Binetti e Ratzinger...La colpa, si giustificano, è di una destra che fa (legittimamente) opposizione e che ha i numeri in senato per non far passare le riforme volute.

Curioso che degli 11 punti del programma non ne sia stato rispettato nemmeno uno, però ne è comparso un altro che è stato approvato in meno di 6 mesi (voilà) dall'insediamento in parlamento: l'indulto.

Per gli azzeccagarbugli che san di latino (fonte altalex):

"L’indulto è una causa di clemenza di carattere generale che opera esclusivamente sulla pena principale, la quale viene condonata, in tutto o in parte, o commutata in un’altra specie di pena stabilita dalla legge (art. 174 c.p.).

L’indulto pertanto non estingue le pene accessorie, salvo che il decreto disponga diversamente, e neppure gli altri effetti penali della condanna.

L’indulto, al pari dell’amnistia, è concesso con legge deliberata dal Parlamento con una maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale. La legge che concede l'indulto stabilisce il termine per la sua applicazione; in ogni caso tuttavia non può applicarsi ai reati commessi successivamente alla presentazione del disegno di legge (art. 79 cost.).

Recentemente il Parlamento con la legge n. 241 del 31 luglio 2006 ha concesso l’indulto per tutti i reati commessi fino a tutto il 2 maggio 2006 nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive e non superiore a 10.000 euro per quelle pecuniarie sole o congiunte a pene detentive."

L'approvazione quasi unanime dell'indulto è stata sicuramente la mossa di questa sinistra che mi ha allontanato dalla politica e mi ha sbarrato gli occhi dinanzi all'amara realtà. L'arianistica contrapposizione sinistra-bene/destra-male si è improvvisamente smaterializzata dinanzi a tale schifo, e vi spiegherò il perchè.

La situazione carceraria italiana è disastrosa, e questo si sa. Il motivo è semplice: poche carceri, troppi detenuti. Anche un bambino saprebbe rispondere che se un cesto di frutta è pieno di frutta, si mette la frutta in eccesso in un altro cesto.
Ma in politichese la soluzione giusta non è comprare un altro cesto: è gettare le mele a terra e comprarne di nuove finchè non si riempie di nuovo!!!!!!!
Questo è l'indulto. Non c'è posto in carcere? Svuotiamo le carceri! GENIALE! In confronto Leonardo da Vinci sembra un inventore di brevetti inutili da mostrare con orgoglio su raidue alla vita in diretta!
Ed il Parlamento deve essere un posto pieno di geni se un tale provvedimento è stato approvato il 29 luglio 2009, alla Camera e al Senato, con una maggioranza dell'85% mettendo d'accordo leghisti, comunisti, fascisti, democristiani...Era una goliardica rimpatriata più che una votazione parlamentare!

I problemi di questa soluzione avventata e insensata sono enormi. Innanzitutto, non si risolve il problema carceri: allo stato attuale la popolazione carceraria è nuovamente al collasso e secondo i dati del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziara tra meno di un anno la situazione sarà IDENTICA a quella precedente all'indulto (e speriamo che non ci riprovino a farne un altro! Non mi stupirebbe).
In secondo luogo, tale provvedimento ha innescato un ondata di violenza che ha colpito indistintamente tutte le regioni.
In alcune intercettazioni effettuate dalla Procura Antimafia (giuro che non è una bufala, la fonte qui è Marco Travaglio) si sentiva la preoccupazione da parte di alcuni boss i quali si lamentavano per telefono che <<la situazione è diventata insostenibile, ci sono un casino di extracomunitari che sono usciti di galera e stanno rubando i negozi che ci pagano il pizzo...I commercianti sono in rivolta perchè pagano per una protezione che non gli riusciamo a dare, dobbiamo fare qualcosa!>>

Ma ovviamente non è tutto qui. Dietro i problemi di ordine pubblico che ha la mafia (confidiamo in lei per una celere soluzione, a questo punto) c'è una manovra politica volta a nascondere i reali obiettivi di questo indulto.
Una legge del genere non poteva avere un consenso così plebiscitario. E' inconcepibile, è un parlamento che litiga per ogni cazzata, figurati se stava zitto su un provvedimento del genere! A meno che...A meno che l'indulto non sia una copertura per qualcos'altro!
E infatti questo è stato. Tra i reati per i quali era previsto l'indulto (leggasi sconto della pena) non c'erano soltanto furtarelli, rapine e violenze, ma anche una lunga lista di reati finanziari. Ebbene, sapete a quanto ammonta la percentuale di cittadini italiani incriminati per reati finanziari? Poco più dell'1%!!!!
Sembra evidente che se l'obiettivo è svuotare le carceri, non le svuoti riducendo le pene di chi è stato condannato per reati finanziari, altrimenti le svuoti dell'1%. Ma è ovvio che l'obiettivo non è svuotare le carceri, ma salvare dalla galera quei 27 deputati con precedenti penali per truffa, falso in bilancio e corruzione che, comodi comodi in parlamento, hanno approvato all'unanimità (perchè ce n'è uno in ogni partito) un foglio che li fa uscire gratis di prigione e passando pure dal via!! (questa battuta un po' british la capite solo se giocate a monopoly. In caso contrario passate oltre).
Il problema del sovraffollamento delle carceri è quindi solo una VERGOGNOSA SCUSA. Ed è giusto che lo sappiate.
Tra i tanti che hanno goduto dell'indulto, tra l'altro, c'è anche la moglie di Lamberto Dini (sapete, quello che sta bacchettando Prodi per il buon governo) la quale è stata accusata di bancarotta fraudolenta e si è beccata una condanna di 5 anni che grazie all'indulto sono diventati soltanto due (che non sconterà per una serie di storture di giustizia che non starò qui a spiegare). La signora Dini ha anche avuto il coraggio di dire ai telegiornalisti che l'aspettavano fuori al tribunale che "era stata parzialmente assolta".

Solo in Italia una condanna a due anni invece che cinque può diventare una parziale assoluzione.


martedì, 17 aprile 2007, ore 20:52

Questa tipica smania americana
Ruini su marteE' vero, gli americani ormai sono dappertutto.
Sono nelle scarpe che calziamo, nei panini del McDonald che mangiamo, nei jeans che indossiamo, nei prodotti Hi-tech che usiamo quotidianamente.
Giochiamo agli stessi videgiochi violentissimi degli americani; in TV mandano programmi basati su format americani, gli stessi film del cinema sono per la maggior parte degli americani.



In fondo siamo tutti americanizzati...Eppure come
mai a nessuno di noi viene in mente di prendere una 44 Magnum e andare ad ammazzare i nostri colleghi in università?
Certo, già mi aspetto che queste 32 vittime (il doppio di columbine, un massacro di proporzioni terroristiche) troveranno la loro giustificazione nel fatto che il loro omicida 23enne impazzito ascoltava musica metal (come me) o che era un patito di videogame violentissimi (come me).
Piccola differenza però: io alla Coop, a differenza sua, non posso comprare una 44 magnum. Lui invece può benissimo andare nel supermercato più vicino, chiedere 20 granate e un M-12 e l'unica domanda che si sentirà dire dal negoziante (invece della ovvia: <<Che cazzo ci fai co tutta sta roba?>>) gli chiederanno semplicemente: <<La metto in busta o la incarto per un regalo?>>.

Eccola qua la differenza. Nella nostra costituzione non c'è scritto che possiamo andare in giro con le armi. Nella loro questo è un diritto fondamentale (controverso, tra l'altro...era riferito alla guerra d'indipendenza ed aveva ovvi motivi di validità). E lo difendono: guai a chi affermasse il contrario. Le armi sono una garanzia, e dopo una minaccia.
Pennysilvania, Columbine, Virginia sono solo deviazioni, effetti collaterali. Errori, che possono capitare.

E si continuerà a sbagliare.
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categoria : pensieri, cronaca
giovedì, 23 novembre 2006, ore 18:37

Comunione e liberazione: risvolti inquietanti
Ho trovato sulla rete testimonianze di persone che sono entrate negli ambienti di CL e, per vari motivi, hanno deciso di uscirne. Ormai fuori dalla rete dell'associazione, molti ex ciellini hanno raccontato i lati più nascosti di un associazione potente; lati che per certi aspetti sono addirittura inquietanti. Ho deciso di raccogliere un po' di testimonianze a riguardo (un grezie tente a Sayo per il materiale).

"Questa è la mia storia.
Provinciale piena di aspettative, sfrutto conoscenza ciellina
per ottenere un posto letto pagato in nero a caritatevole cooperativa ciellina. trasferimento diretto a milano, pronta per l'università cattolica.
mi ritrovo in un famigerato APPA CIELLINO, mosca bianca con cinque catechizzate.
ho passato nove mesi a nutrire TUTTE LE SERE gli amici delle altre cinque
- è l'unica vita mondana che concepiscono: la CENA_IN_APPA -, giustificandomi
con chiunque sul perchè ero lì pur non essendo di CL. "Pago l'affitto" non bastava
come risposta. Quelle del mio appa in università le evitavo proprio, ma alla fine
qualche ciellino l'ho frequentato. Per uno mi sono presa pure una scoppola enoooooorme,
ma era molto sui generis ed era bollato dai ciellini stessi come eccentrico, quindi
sono un po' scusata. cos'ho imparato? che lo studio universitario affrontato in gruppo
è più semplice. la mia rielaborazione è stata farmi un giro mio, laico, ma fondato sul
canone ciellino: si studia in università, si studia insieme, le paranoie da esame si
affrontano insieme. per il resto, sono tornata a fare la pendolare, però continuando a
fare molta vita universitaria. sulle storie d'amore con e tra ciellini potrei scrivere
collane di libri. Una perla: quando due ciellini si piacciono, ne parlano con un prete
ciellino che normalmente consiglia loro di frequentarsi per un periodo chiamato
"aspettativa", durante il quale non si possono nemmeno baciare. quando il prete decide
che l'aspettativa è finita possono mettersi insieme. giuro, è tutto vero."



"Orsù lo ammetto. sono stato in cl per ben due, dico due anni... di universita',
cielle dura, quella in cattolica, quella degli appartamenti dei ciellini..[...]
vabbe'. ne sono uscito. un po' mi rammarico pero'. perche' con il gentil ciellin sesso
era facile plasmare coscienze. a dir la verita' ho scoperto che nel tempo di 100 ciellini del mio corso
in cielle ne sono rimasti forse venti. gli altri ne sono usciti e la gran parte rimpiange.. cosa? eheheheh..
non posso dir.. la cosa piu' vomitevole che posso dire di quell'esperienza e' la grande fetta di ipocrisia che aleggiava.
i diversi erano gli altri."




"Io sono napoletana, ma il liceo nei mitici anni '80, l'ho fatto a Roma, all'Istituto Sacro Cuore sito in Trinità dei Monti (il liceo Sacro Cuore corrisponde al ventre della chiesa che si vede dalla scalinata).
Io ero in una classe femminile, celline forse lo eravamo tutte, giacché avevamo scelto quella scuola.
Ma all'epoca non lo capivo e non distinguevo il mondo in destra, sinistra e centro cattolico liberale o cattocomunista. Ricordo che con spavalderia intelletuale vantavo una personale laicità che all'epoca confondevo per intransigente ateismo. Ero l'unica che partecipava con interesse alle lezioni di religione o ai ritiri spirituali per puro bisogno di contradditorio. Non credo di essere stata considerata una "soggetta" anche perché fumavo sigarette e canne che all'epoca costituivano il passaporto identificativo per i non soggetti, però non avevo ancora capito niente del potere cattolico.
E' capitato diversi anni più tardi di andare a finire per qualche mese ad Urbino (a causa di una porfonda crisi personale) mentre frequentavo l'univerisità di lettere. Lì ho capito che cosa era il potere dei cellini. Si trattava di una specie di loggia massonica di studenti e professori che si scambiavano favori, non privi di interesse culturali. Ricordo un collega che, da cellino, riuscì a strappare una tesi di laurea sugli ultimi lavori di Testori.Dopo pochi mesi sono tornata a Napoli per poi ritornare a Roma dopo la laurea. Oggi so che i cellini sono una lobby potente e quasi quasi mi dispiace di non aver saputo coltivare rapporti con un mondo potente in grado di porti come eterno garante della mediazione dei conflitti culturali e
politici in Italia."
lunedì, 06 novembre 2006, ore 18:17

Norimberga non va più bene
BD370 - SfidaUn dittatore non può sopravvivere alla caduta del suo regime. Se il regime cade, cade anche il dittatore, è ovvio. La sua semplice sopravvivenza significa un barlume di speranza, una scintilla vitale per chi ancora crede nel regime. Con la dittatura deve morire il dittatore.
Tuttavia un dittatore "serio" sa bene che non sopravviverà alla cattura. Un dittatore serio sa quando ha perso, e non si concede al nemico. Il dittatore serio si uccide prima di cadere in mano al nemico. O si fa uccidere nel tentativo di fuggire.


Parliamoci schiettamente: nessuno di noi avrebbe salvato Mussolini o Hitler dalla coincidente fine del loro terrore. Nemmeno "nessuno tocchi caino" avrebbe avuto a ridire sulla loro esecuzione. Ma quei due totalitaristi del secolo scorso ci risparmiarono platealismi, chi col cianuro, chi tentando la fuga (invano) e facendosi fucilare sommariamente. Nessun rimpianto, nessuna giustificazione. E senza cinismo possiamo anche dire che i cappi al collo di Norimberga erano più che legittimi...
Ma non possiamo accettare, oggi, che un tribunale condanni un altro uomo. E' contro i nostri principi. Avrei preferito mille volte che Hussein si fosse sparato un colpo da solo, o magari fosse morto in uno scontro a fuoco cercando invano di sfuggire alla cattura. Quanti avrebbero protestato? Nessuno, perchè era nella necessità delle cose. Tuttavia nelle sottili sfumature del diritto, non possiamo accettare (perchè così abbiamo imparato, così abbiamo imparato a pensare) che un uomo condanni a morte un altro uomo. Per quanto tutti lo desideriamo, non possiamo.
Non possiamo in quanto ci definiamo portatori della modernità ed istituiamo (o meglio applaudiamo) tribunali che condannano all'impiccagione, una pratica barbara che nei 2/3 dei casi non provoca la morte istantanea (dovuta alla frattura del collo) ma una lenta agonia da asfissia. Non possiamo perchè Saddam Hussein, per quanto di merda, è pur sempre un uomo.
Non mi sorprende l'esultanza di un esaltato come George W Bush (da governatore del Texas ne ha visti di detenuti fritti su sedie elettriche), ma il compiacimento di un Tony Blair e di un Inghilterra da sempre esempio di civiltà e democrazia, sinceramente, è come un calcio all'inguine.
Ah, a proposito, sapete chi esultava più di tutti sparando colpi di kalashnikov al cielo? Si, proprio quei pazzoidi degli sciiti, quelli che adesso sono al potere in Iraq...Quelli del velo integrale e del maschilismo imperante (notate quante donne sono con loro per strada ad esultare...Come non le vedete? Vi siete risposti da soli).

Ah, il dolce odore del Caos...

venerdì, 03 novembre 2006, ore 12:26

Chi sciopera e chi spara
calderoli-newPrendo da rebeldia una notizia che, come la maggior parte, non sentirete mai da un telegiornale. La libera informazione è sempre stato uno degli obiettivi di questo blog, che come altri blog funziona davvero nel diventare fonte di informazione contro il monopolio detenuto dalle grandi 4 agenzie (Reuter, Associated press, United press international e France Press).
Dopo l'intro, ecco la news:

Nello stato di Oaxaca, nel sud del Messico, da giorni la popolazione e' insorta in una lotta senza precedenti a fianco allo sciopero degli insegnanti che da 5 mesi sta completamente bloccando il sistema didattico. Gli insegnanti scioperano per migliori condizioni contrattuali e salari piu' alti.
Il problema politico e' stato trasformato in problema militare dal governatore dello stato Ulises Ruiz Ortiz, del PRI (Partito Revolucionario Institucional), che in risposta agli scioperi ha innalzato il livello dello scontro ordinando arresti sommari e reprimendo i cortei e gli scioperi. La APPO (Assemblea Popolare dei Popoli di Oaxaca), in cui convergono piu' di 350 organizzazioni sindacali, indigene, studentesche, femministe e contadine, ha quindi promosso 5 cortei, all'ultimo dei quali hanno partecipato 900.000 persone, e deciso l'occupazione della citta' e l'innalzamento delle barricate per difendere il centro storico dalla polizia. La resistenza e' pacifica, non vi sono infatti feriti tra le forze dell'ordine, ma il governo locale continua con la repressione violenta, accompagnata dal silenzio del governo confederale.
Il 28 ottobre polizia e paramilitari del PRI hanno attaccato con armi da fuoco le barricate causando la morte di Lorenzo Sanpablo, un corrispondente di Radio Universidad, Brad Will, un giornalista volontario di Indymedia New York, il docente Emilio Alonso Fabián, i cittadini Esteba Ruiz, José Jiménez Colmenares, Jorge Alberto López Hernán e due bambini di 9 e 12 anni. Altre 23 persone sono state ferite da colpi di arma da fuoco. Sono diverse decine anche gli arrestii durante le manifestazioni pacifiche.
Il 29 ottobre il governo federale ha inviato 4.000 poliziotti della Polizia Preventiva (PFP) cominciando un attacco di vasta scala contro la citta' da 5 mesi occupata dai manifestanti. In seguito a questo attacco la APPO ha deciso di ripiegare verso la parte universitaria della citta' e iniziare una resistenza pacifica.
La mobilitazione ad Oaxaca adesso chiede le dimissioni e il processo del governatore Ulises Ruiz Ortiz, e accanto a queste mobilitazioni sono nate nel resto del Messico ed in molti altri paesi iniziative di solidarieta'.

Aggiornamenti:
30 ott - 19:30: New York - 11 persone arrestate per la protesta di Indymedia NYC al consolato messicano. foto [1] [2]
30 ott: Il parlamento messicano chiede le dimissioni [ENG] di Ulises Ruiz, che rifiuta.
30 ott: Marcia ad Oaxaca contro la repressione [foto]
30 ott: Le EZLN esprimono nuovamente il totale appoggio all'APPO con un comunicato [ITA]: "Non siete soli"
30 ott - 11:00: Comunicato dell'APPO: "in nessun modo loro possono pensare di aver ottenuto il controllo della città"
31 ott: Citta' del Messico: manifestazione contro l'intervento della PFP.
1 nov - NY: Critical mass per Brad Will, 1 arresto [foto]
1 nov: Ad Oaxaca continuano gli scontri con la PFP [foto]
2 nov - ore 9:00: La PFP attacca l'universita' di oaxaca [ENG] [ES]

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categoria : appelli, cronaca
lunedì, 16 ottobre 2006, ore 19:14

Grazie ai Blog Saviano ha una scorta!
BD370 - SfidaE' di poco fa la notizia battuta dall'ansa che annuncia l'assegnazione di una scorta allo scrittore Roberto Saviano. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie a tutta la blogosfera che ha preso a cuore la sua vicenda. Un applauso a tutti noi!

Per chi fosse pigro nel cercare un po' in giro, ecco la notizia presa da Virgilio News:


Napoli, 16 ott. (Apcom) - Il coordinamento interforze, composto dal prefetto di Napoli, Renato Profili, dal questore Oscar Fioriolli e dai comandanti provinciali dei carabinieri e Guardia di finanza, ha deciso di adottare misure di protezione ravvicinate nei confronti dello scrittore Roberto Saviano. L'autore di 'Gomorra' nei giorni scorsi aveva ricevuto minacce, intimidazioni e telefonate mute da parte di esponenti della malavita casertana.

Intanto continuano a moltiplicarsi le attestazioni si solidarietà nei confronti dello scrittore. Si è anche inaugurato un blog dal titolo 'Io sto con Roberto'. Una proposta avanzata dall'associazione 'Energie nuove', da Sergio Corazza (direzione provinciale Ds) Enrico Vellante (presidente nazionale Giosef) e Veniero Fusco (presidente provinciale Arcigay). Il blog, così come sostengono i promotori dell'iniziativa "può essere lo strumento moderno di una solidarietà costante. Visitarlo, lasciare il proprio post, la propria firma e adesione al nostro appello, deve rendere pubblico e chiaro che chiunque toccherà lui avrà toccato anche ciascuno di noi, e da ciascuno di noi riceverà una risposta uguale e contraria".

Solidarietà è stata espressa anche dai pensionati dello Spi-Cgil di Napoli e Provincia che "stringono idealmente la mano a Roberto Saviano, coraggioso autore di un libro che racconta il potere della camorra e il suo mortale sistema di invasione della società". Il sindacato pensionati Cgil proprio alcuni giorni fa aveva inaugurato uno spazio anticamorra (SPIrito Anticamorra) che rappresenterà un laboratorio di idee, uno spazio di confronto e dibattito, nonché una casa dove poter ospitare tutti coloro i quali vengono offesi dalla criminalità. A Saviano, i pensionati chiedono di incontrarlo dal momento che anche loro sono "consapevoli che la lotta a tute le mafie non è sforzo di un giorno, ma impegno quotidiano, incessante, umile per le durezze che comporta e insieme appassionante come costruire città e quartieri dove si possa vivere in armonia e sicurezza".

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categoria : cronaca