venerdì, 23 maggio 2008, ore 14:52

Gomorra: discesa all'inferno
Berlusconi HillGomorra non è un film. Gomorra è una lenta e angosciante discesa negli inferi.
L'ho visto ieri sera. Avevo già letto il libro che ovviamente non può essere riassunto in un film, neppure della durata di 135 minuti.
Matteo Garrone ha scelto le 6 storie simbolo del libro, e le ha riversate sul grande schermo in un modo che sembra esagerato, fantastico, ma che invece è null'altro che nuda e cruda realtà. Troppo vero per essere vero.
Ha la durata di un kolossal, ma non vedrete un solo effetto speciale. Scordatevi un film di gangster e ville di lusso: questo è un film sulla camorra, quella vera.
La camorra fatta di disgraziati, miserabili, povera gente. Milionari che girano con 20.000 euro nel portafoglio ma che vivono in baracche, senza potersi lavare o fare la barba, senza poter uscire di casa senza prendersi una pallottola in fronte.
E' la camorra dei 16enni che sognano auto di lusso e sparatorie, e che finiscono sepolti sotto la sabbia.
E' la camorra della gente che guarda, tace, convive, difende.
Il film è ambientato in paesaggi che conosciamo bene, ma che da Roma in su sconvolgono. Se non sei di Napoli, Gomorra ti fa credere che stai vedendo un film su una vicenda che riguarda un altro paese, forse un altro continente: non ci credi che quel che vedi succede ogni giorno, nella tua stessa Italia. Geniale la trovata dei sottotitoli (ebbene sì: il film è in napoletano) e della colonna sonora che sembra uscita da una radiolina posta sopra una finestra che affaccia sulla strada: vi sembrerà di stare dentro la scena e non su una comoda poltrona.
Gomorra è una catarsi al contrario: vederlo ti sporca la coscienza, ti apre gli occhi e ti fa uscire dalla sala pieno di paure, ansie, schifo. Speri che tutto quello che hai visto sia, appunto, un film. Ma poi sei di nuovo in strada, e quel prima era in un proiettore, ora lo vedi chiaro e nitido davanti ai tuoi occhi.
Permalink ¦ commenti (9) ¦ commenti (9)(popup)
categoria : pensieri, libri, vita, film
sabato, 04 febbraio 2006, ore 14:05

Buon Compleanno, Murphy
Murphy a sinistraOggi mio padre mi ha fatto davvero una bella sorpresa portandomi il libro del 28^ anno dalla prima enunciazioen delle Leggi di Murphy (scoprendo quindi che anche lui legge il mio blog). Ho scoperto che in realtà l'autore non è Murphy ma un certo Arthur Bloch, ancora vivo (pensavo fosse morto Murphy).
Il libro si intitola Buon Compleanno, Murphy di Arthur Bloch (Longanesi & C. editore) e costa 9,50€. Sono 300 pagine di totale scompisciamento, giuro che sto ridendo come quando leggevo Giobbe Covatta (il che dovrebbe darvi l'idea) sebbene dovrei piangere per le tematiche trattate. In fondo le leggi di murphy sono la rassegnazione al pessimismo che però rinfrancano l'uomo depresso. Uno scherzare catartico sulle cose negative. Compratelo, ne vale la pena.

Per chi invece si sente più politicizzato consiglio la variante delle leggi di Murphy (sempre della Longanesi), parafrasando la legge di Murphy pura "se qualcosa  può andar male, lo farà" in "se qualcosa può andare a destra, lo farà". Eh si, Murphy è di sinistra. Sarà il mio prossimo acquisto!

Buon week end e attenti al quarto corollario (vd qualche post sotto)

P.s. Mannaggia a me che parlo di Murphy...Potete non crederemi ma ho scritto due volte questo post perchè la prima volta quando ho inserito l'immagine si è bloccato il browser e ho perso tutto...

Permalink ¦ commenti (3) ¦ commenti (3)(popup)
categoria : pensieri, libri, vita
martedì, 20 dicembre 2005, ore 15:42

Charles Bukowsky
BukowskyMi è capitato tra le mani "storie di ordinaria follia" di Charles Bukowsky. Non lo conoscevo come autore e, devo dir la verità, sono stato catturato dalla copertina (l'America che affonda in un bicchiere di whiskey con ghiaccio). In pratica sono un casino di storie per la maggior parte (se non completamente) autobiografiche e gli argomenti sono sempre gli stessi: Alcool e depravazione sessuale, fica e whiskey. Bukowsky (o Hank, come si faceva chiamare) è un uomo squallido, leggendo quello che combina vi capiterà non poche volte di provare un conato di vomito (che è complementare a tutti gli argomenti del libro), e di dire "Bukowsky, ma fai schifo di brutto!". Eppure mi sono innamorato di quel libro, sono rimasto catturato dal pessimo modo in cui scrive e dalla tremenda visione che ha del mondo. Dannato Bukowsky, non ho capito se ti leggo perchè mi fai pena o perchè ti invidio.
Permalink ¦ commenti (2) ¦ commenti (2)(popup)
categoria : libri
mercoledì, 14 dicembre 2005, ore 22:29

Il Fu Mattia Pascal
Ho appena finito quello che è considerato il capolavoro di Pirandello, un libro che ho divorato in 5 giorni di intensa lettura. Lo consiglio a tutti perchè è uno di quei pochi libri in grado di catturarvi, incuriosirvi, farvi pensare. Vi cito due passi che mi hanno fatto soffermare un po', a voi i commenti:

"Mah! C'è chi comprende e chi non comprende, caro signore. Sta molto peggio chi comprende, perché alla fine si ritrova senza energia e senza volontà. Chi comprende, infatti, dice: « Io non devo far questo, non devo far quest'altro, per non commettere questa o quella bestialità ». Benissimo! Ma a un certo punto s'accorge che la vita è tutta una bestialità, e allora dica un po' lei che cosa significa il non averne commessa nessuna: significa per lo meno non aver vissuto, caro signore." (L. Pirandello, Il fu Mattia Pascal, 9)


"Ma la causa vera di tutti i nostri mali, di questa tristezza nostra, sai qual è? La democrazia, mio caro, la democrazia cioè il governo della maggioranza. Perché, quando il potere è in mano d’uno solo, quest’uno sa d’esser uno e di dover contentare molti; ma quando i molti governano, pensano soltanto a contentar se stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa: la tirannia mascherata da libertà. Ma sicuramente! Oh, perché credi che soffra io? Io soffro per questa tirannia mascherata da libertà" (L. Pirandello, Il fu Mattia Pascal, 19)



Permalink ¦ commenti (1) ¦ commenti (1)(popup)
categoria : libri