
Saprai che non t'amo e che t'amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un'ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.
Io t'amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l'infinito,
per non cessare d'amarti mai:
per questo non t'amo ancora.
T'amo e non t'amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.

Non perché fu sotto un cielo di ombre
Che mutammo i nostri silenzi in passione,
né perché fu sotto le carezze del vento
che i nostri sguardi sfavillarono luci.
Io ti sento viva
Quando la notte piange la terra,
perché solo allora confondo lacrime e pioggia
e mi sovviene il peso della mia amara scelta,
quando per paura di cozzar gli scogli del passato
mi spinsi a fluttuare nomade tra queste onde
sempre più solo, sempre più al largo.
Rike

Piegati in due, come vecchi straccioni, sacco in spalla,
le ginocchia ricurve, tossendo come megere, imprecavamo nel fango,
finché volgemmo le spalle all'ossessivo bagliore delle esplosioni
e verso il nostro lontano riposo cominciammo ad arrancare.
Gli uomini marciavano addormentati. Molti, persi gli stivali,
procedevano claudicanti, calzati di sangue. Tutti finirono
azzoppati; tutti
orbi;
ubriachi di stanchezza; sordi persino al sibilo
di stanche granate che cadevano lontane indietro.
Il GAS! IL GAS! Svelti ragazzi! - Come in estasi annasparono,
infilandosi appena in tempo i goffi elmetti;
ma ci fu uno che continuava a gridare e a inciampare
dimenandosi come in mezzo alle fiamme o alla calce...
Confusamente, attraverso l'oblò di vetro appannato e la densa luce verdastra
come in un mare verde, lo vidi annegare.
In tutti i miei sogni, davanti ai miei occhi smarriti,
si tuffa verso di me, cola giù, soffoca, annega.
Se in qualche orribile sogno anche tu potessi metterti al passo
dietro il furgone in cui lo scaraventammo,
e guardare i bianchi occhi contorcersi sul suo volto,
il suo volto a penzoloni, come un demonio sazio di peccato;
se solo potessi sentire il sangue, ad ogni sobbalzo,
fuoriuscire gorgogliante dai polmoni guasti di bava,
osceni come il cancro, amari come il rigurgito
di disgustose, incurabili piaghe su lingue innocenti -
amico mio, non ripeteresti con tanto compiaciuto fervore
a fanciulli ansiosi di farsi raccontare gesta disperate,
la vecchia Menzogna: Dulce et decorum est
Pro patria mori.
Per 5 anni questa nostra giovane nave
Ci ha spinti a salpare le onde di un ignoto mare,
Certi solo del giorno in cui la corrente ci spinse lontano,
In cui rimandammo le risposte al dì del nostro approdo.
Non sempre ci furono amici i figli di Eòlo,
Né mai ci arrendemmo ai cambi di ciurma,
Alla violenza del tuono e all’alzarsi della marea,
Nemmeno quando cademmo, stremati dalla bonaccia:
Sempre avanti, uniti nella forza, nella forza uniti.
Eppure è ormai vicina l’alba del nostro arrivo,
E già l’oceano lascia il posto alla sinuosa costa
E già sferraglia l’ancora arrugginita
Che presto tornerà al suo triste dovere,
E con lei ad ognuno sovviene forse il fine e il senso
Di questo lungo viaggio senza meta.
Assaporiamo adesso il flebile suono delle onde,
Facciamo nostro questo lontano coro di gabbiani:
Brevissima ed eterna sarà la pace che oggi ci avvolge.
E’ giunta infatti l’ora in cui spetterà
A voi di ritornare, a noi di andare;
Ognuno con la mente a rimpiangere le spalle,
Ma il vento a prua ad asciugar le lacrime dagli occhi,
Con lo sguardo fisso dietro e oltre il tramonto,
Ognuno nuovamente solo, ancora una volta
All’eterna ricerca di un altro porto, un altro sole,
Un altro mare.
Da Enrico alla Ciurma (ufficiali e marinai)


Il deserto cresce dentro di me|
Fiddler Jones |
Il suonatore Jones |
|
The earth keeps some vibration going |
La terra ti suscita |
In un vortice di polvere
gli altri vedevan siccità,
a me ricordava
la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.
Sentivo la mia terra
vibrare di suoni
era il mio cuore,
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore.
Libertà l’ho vista dormire
nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato.
Libertà l’ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazze
a un ballo
per un compagno ubriaco.
E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca
per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare.
Finì con i campi alle ortiche
finì con un flauto spezzato
e un ridere rauco
e ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto.